Lug 31, 2013 - Senza categoria    3 Comments

Mare profumo di mare.

E così, ho deciso di andare al mare. Io che odio il sole, io che odio scoprire il mio corpo, io che odio che si vedano i miei tatuaggi che parlano di me tanto quanto i miei occhi lasciano trasparire la mia tristezza. Ebbene sì, mondo, vado al mare. Da sola. SOLA. Da sola partirò con la mia ferrari, da sola percorrerò 300 km, da sola troverò l’albergo, da sola entrerò in camera, da sola andrò in spiaggia, da sola andrò ad acquistare La Repubblica ogni mattina, da sola mi cospargerò la crema, da sola farò colazione, da sola andrò a camminare sul bagnasciuga, da sola guarderò il tramonto e sempre da sola guarderò l’alba, da sola cenerò, da sola berrò un drink, per quattro giorni quattro sarò completamente sola senza nessuno che mi conosca in un raggio di 300 km appunto, senza la mia bestia che si avvinghia alle mie caviglie. Da sola.

Ho una paura fottuta.

E’ come se dovessi ricominciare a camminare da capo. O imparare nuovamente a respirare.

Io, che son sempre stata la donna tutta d’un pezzo per chi non mi conosce, quella con le palle, a 29 anni mi trovo a dover affrontare il mondo da sola.

Mi affaccio timida alla porta, timorosa di uscire da quella stanza. Perché il mondo è cattivo, e io forse ancora non sono pronta ad affrontarlo da sola.

E non so se l’ho già detto, ma ho paura. Mi manca il fiato, mi si spezza a metà lì dove dovrebbe uscire, lasciandomi con una sensazione di apnea. Interminabile. Ma poi passa, e il respiro torna, più o meno regolare. Ma le paure restano uncinate alla mia pelle.

Che brutto aver paura, ho sempre odiato aver paura, la mancanza di sicurezze. Ero lì arroccata sul mio rametto conscia di tutto ciò che avevo e ultimamente (beh da un bel pò) non ne ero più soddisfatta, ma la sicurezza mi dava sicurezza. Non so se si capisce il gioco di parole.

Ho paura.

E al tempo stesso spero che sarà bello guardare il tramonto e l’alba da sola, che sarà bello camminare sulla spiaggia, che sarà bello lasciare che la gente mi legga attraverso la mia pelle, che sarà bello piangere sulla spiaggia e fregarsene se qualcuno mi vede, che sarà bello sedermi a tavola da sola a mangiare come quelle donne che scrutano l’orizzonte in attesa di chissà quale segreto, quelle che attirano naturalmente la luce su di loro, spero che sarà bello camminare in mezzo alla gente e sentirmi così sola da apprezzarne il silenzio.

Spero di smettere di aver paura.

E spero che questa piccola vacanza mi aiuti.

A dimostrare al mondo, e soprattutto a me stessa, che da sola ce la posso fare a fare qualsiasi cosa.

Anche e soprattutto decidere di prendere ed andare al mare, quattro giorni, DA SOLA.

Lug 30, 2013 - Senza categoria    No Comments

Arriverà.

Tutti custodiamo un segreto chiuso a chiave nella soffitta dell’anima.

Diffidate dalle donne forti, indipendenti, tutte d’un pezzo. Diffidate da loro, perché celano una moltitudine di cose sotto l’evidente piglio sicuro.

Diffidatene: sono le più fragili. Sono quelle che vorrebbero essere strette forte, cullate, accarezzate come fossero delle preziose gioie, quelle che vogliono essere desiderate così forte da far male, sono quelle che bevono ogni vostra parola, sono quelle che tendono a prosciugarvi l’anima, sono quelle che hanno bisogno di essere continuamente rassicurate, sono quelle che hanno bisogno di un punto fermo, possibilmente presente, per poter respirare.

Nel momento in cui ti soffermi a pensare se ami o no una persona, hai già la risposta.

Diffidate dalle donne forti, indipendenti, tutte d’un pezzo. Diffidate da loro, perché celano una moltitudine di cose sotte l’evidente piglio sicuro.

Diffidatene: sono le più impegnative. Sono quelle che spostano sempre più in là il traguardo, per non doversi fermare a godere di quello che hanno. Sono quelle che avranno bisogno di voi per dissetarsi, per nutrirsi, per sentirsi vive, sono quelle che vi amano così completamente da farvi perdere il senso del tempo e del luogo se mai deciderete di lasciar loro fare, sono quelle che in cambio chiedono solo di essere guardate in quel modo, sono quelle che venereranno il vostro corpo come fosse un tempio, sono quelle che vi travolgeranno con la loro passione.

Diffidate dalle donne forti: sono impegnative.

Diffidate dalle donne forti: sono delicate.

Diffidate dalle donne forti, diffidatene: eviterete di ridurre un cuore a brandelli.

“Sai qual’è il bello dei cuori infranti?”

scossi la testa.

“Che possono rompersi davvero soltanto una volta. Il resto sono graffi”.

 

(virgolettate ed in corsivo, citazione di Zafon)

Lug 29, 2013 - Senza categoria    No Comments

Sola.

Oggi c’è stata una tregua dal grande caldo. Temporali e conseguenti disastri!

Oggi ho prenotato la mia prima vacanza completamente da sola. Sto cercando di ristrutturare la mia vita.

La sensazione è di essere completamente sola. Non so se è uno stato d’animo universale, ma so che è bruttissimo da portarsi appresso. Diverse persone mi guardano con invidia, e dicono “come mi piacerebbe essere da sola, beata te” sì già anche io dicevo così, ma perché sapevo che a casa qualcuno c’era ad aspettarmi.

Invece adesso sono sola. SOLA.

E quella che dovrebbe essere una sorta di frequentazione, anche quella mi fa sentire sola.

Mi fa sentire sola il fatto che sia tutto così nebuloso, privo di un perché ben delineato, quasi come fosse buttato lì così, a caso appunto. Non so.

Mi sento sola nel pensare a come vivo io le relazioni: è imperativo non far sentire sola la persona che è parte integrante della relazione.

E invece io mi sento così stramaledettamente sola.

Non voglio sembrare noisosa o lamentosa, non mi sto lamentando, sto solo facendo delle considerazioni. Per me funziona in un determinato modo, sbagliato forse:

– conoscenza

– frequentazione

– sesso

– amore

ma fondamentali sono le prime due: se non ci sono quelle, il resto non viene.

Ho cercato quindi di essere leggera e dire ma sì, dai, prova sta volta a rompere gli schemi.

Non mi piace, non è nel mio stile.

Sto delirando.

Mi sento sola, posso avere diritto di muovere le mie richieste/argomentazioni/critiche?

 

Lug 23, 2013 - Senza categoria    No Comments

WAR IS OVER

Dodici anni, puttanamiseria, sono come un matrimonio. Ora capisco perfettamente le persone che dicono tu non hai idea del fallimento cui vai incontro: un sensazione che ti pervade tutto il corpo, alla quale non puoi opporre resistenza perché lei è sempre lì.

Ho fatto parecchi errori, ho lottato un sacco, ho sudato e pianto a tratti anche sanguinato, e ora non resta niente se non l’idea che tu hai, e che ti guardi bene dal comunicarmela: sono una puttana.

E’ vero sono una grandissima puttana.

Puttana perché ho aspettato per 12 anni che tu ti rendessi conto che ero io, quella giusta.

Puttana perché io non ho smesso mai, da un certo punto in poi, a cercare quell’amore che ti toglie il fiato e che ti fa capire che esisti per una ragione, fosse solo quella di senitre quel calore.

Puttana perché a 29 anni ho deciso di prendere in mano la mia vita e di non accontentarmi piu.

Puttana perché erano tre anni che non mi sfioravi.

Puttana perché ho accolto chi quella porta un pò l’ha spinta.

Puttana perché ora che è finita, io mi trovo a pensare sì al male che ti ho fatto, ma anche al male cui io probabilmente sto andando incontro.

Puttana perché per favore, amami.

Puttana perché chiedo per favore di essere amata.

Puttana perché dimostramelo, che non lo sono: niente brusche frenate, fammi godere della tua presenza, fammi bere la tua pelle, lasciati andare.

Puttana perché sono fragile in un modo esagerato.

Puttana perché vorrei raggomitolarmi fra le tue braccia e starmene lì a sentiriti parlare, che profumi di sole e sicilia.

Puttana perché è stato grazie a lui, che ho deciso di svoltare e chiudere definitivamente una morte annunciata da anni.

Puttana perché spero così maledettamente tanto che possa funzionare.

Puttana perché ho deciso che a 29 anni potevo ridere, e che una persona potesse decidere di portarmi a cena senza farmi sapere dove.

Puttana perché vorrei solo essere felice. 

Lug 8, 2013 - Senza categoria    No Comments

Buona serata.

Così, lui è partito, tra l’altro con un silenzio tombale: bel rispetto che hai, delle persone.

E io invece me ne sto quì a soffocare nella calura e pure nelle paranoie. Fa caldo, eh.

Però tutto sommato, sto. Nel senso che cerco di andare oltre, e di tenermi impegnata per non pensare, fare, dire.

Come se fossi in attesa della mia sorpresa, perché perdio siccome tutti ne hanno una, nella vita, la vorrei tanto pure io: non sto parlando di qualcosa di materiale, ma di qualcosa di sufficientemente stucchevole da suscitare la mia ammirazione. Io semino, non è che attendo come un’alga che qualcosa piombi dal cielo. Ma niente, zero, calma piatta.

vedo attorno a me zuccherose coppie e io non riesco a trovare ciò che mi soddisfi appieno, sia dal lato sessuale che da quello emotivo: vorrei qualcuno che potesse far andare a braccetto le due cose. Non mi importa che sia uomo o donna, l’importante è che sia capace di dare a me tutto l’amore che io do a lui/lei. Possibile che non esista qualcuno al mondo che possa amarmi con la stessa intensità con cui amo io?

Bah, sembra sia possibile, in effetti, visto che io ancora non l’ho incontrato/a.

Giu 20, 2013 - Senza categoria    4 Comments

AMP

E così, ancora 15 giorni, poi te ne andrai.

Praticamente dall’altra parte del mondo.

Lontano.

Sei sempre stato lontano, d’altronde, fatto salve per quei due mesi

in cui eri una presenza costante.

Giornaliera.

No, notturna.

Emergevi dalle tenebre, per poi riscomparirvi risucchiato.

Credo che ormai sia perfettamente a conoscenza del fatto che

ti devo lasciar andare

e che la mia vita non è uno di quei romanzi che mangio avidamente

e nei quali comunque, in qualche modo, anche se negativamente

tutto torna.

No, non è questo il caso.

Non ci sono variabili, possibilità.

Il tranchant mi urta l’animo,

così come le tue parole come lame taglienti.

Se potessi, ti direi tutto ciò che mi passa per il cervello

ma sai,

non mi interessava averti per una notte.

Sia chiaro che non significa il contrario

ciò che ti avrei voluto tutta la vita

ma non sarei stata in grado di gestire l’abbandono

e tu non l’hai capito.

Non sono le aspettative che mi fregano

ma è la mancata fiducia nelle persone che mi frena

quindi ho bisogno di sapere

e poi decidere

la tua era la proposta di una notte insieme

e io prima ho valutato

e ho cercato di fare di tutto affinché fosse il più vicina possibile alla tua partenza

per non rischiare di desiderare di volerti vedere ancora.

Ad ogni modo, sei una delle poche persone che sanno chi sono,

dietro questo nickname

quindi se mi leggi, sappi che queste parole sono per te

AMP

e che anche i miei pensieri, in questo caldo terribile,

son per te

per quello che farai

per quello che conquisterai.

Nonostante tu pensi che io sia del tutto priva di sogni

o di iniziative

mi piacerebbe tu capissi che non è così

ma è la difficoltà dovuta a tante troppe cose che non sai che mi sono accadute

che  mi impedisce di essere spensierata.

Spiacente di averti disatteso.

Il mio biglietto scade il 5, lo stesso giorno in cui tu te ne andrai.

E’ ancora lì, intatto nel portafoglio.

Ci ho pensato tanto

e la cosa che mi emozionava di più era il primo contatto visivo

come sarebbe stato?

ci sarebbe stato un abbraccio?

come saresti stato, glaciale?

Ma soprattutto,

dimmi,

ci rivedremo mai?

 

Giu 19, 2013 - Senza categoria    2 Comments

Let’s talk about it.

Premesso che sono circa otto giorni che tento inutilmente di entrare in questa m***a di piattaforma del cazz, e ho dovuto fare un giro dell’oca per riuscire ad entrarci, ora che ce l’ho fatta preda ad un nervoso incontenibile mi si è cancellato dalla testa il post che avevo intenzione di mettere bianco su nero.

Detesto myblog, solo che spostarmi altrove implicherebbe una sorta di abbandono.

E io odio gli abbandoni.

Comunque, veniamo a noi.

Nelle desolate terre padane è arrivata l’estate, stagione detestabile tra l’altro. Il caldo non mi da tregua, così come i miei pensieri.

Qualche giorno fa, ho condiviso la mia giornata lavorativa con una persona assai più giovane di me (soprattutto precisando che i miei standard sono i 40enni), e mi sono accorta con non poco sgomento di essere stata bene assai. In verità, non è stato affrontato nessun discorso particolarmente importante circa la valutazione degli eventuali interessi in comune: ha parlato quasi sempre lui, raccontandomi della sua (breve) vita e facendo comunque il simpatico. E in quel preciso momento, mi sono pentita di avergli dato picche tempo prima, ritenendolo solo uno stupido ragazzino che voleva una mezz’ora a perdifiato con una quasi donna.

Quindi ci siamo visti in seguito, e la serata si è conclusa con ormoni a mille ma niente di concreto. E ad ora non c’è un nuovo incontro all’orizzonte.

Perdio, almeno doveva farmi fare un giro sulle montagne russe, o io avrei dovuto farglielo fare.

Ma, cosa non da poco: non gli piace baciare. OMG! E’ praticamente la cosa migliore da fare…baciare ti fa immaginare tutto il dopo…e a meno che tu non abbia a che fare con una qualsiasi prettywoman, baciare è una cosa imprescindibile, necessaria, vitale prima di scopare (o meglio ancora, fare l’amore). Come diamine si fa a scopare (o fare l’amore) senza prima aver gettato le basi e aver aumentato ogni umore con uno di quei baci lenti, affamati, interminabili, colmi di respiri a fior di labbra?

Ecco non me lo so spiegare.

Esattamente come non mi so spiegare perché, a distanza di giorni, non ci sia stato un nessun cenno di ri-incontro.

Ma il pensiero fisso batte lì….su due punti…l’eccitazione era palpabile (la sua era decisamente palpabile), il momento c’era, il benessere pure…cosa manca?

 

Mag 29, 2013 - Senza categoria    2 Comments

Remebering.

avresti potuto scoparmi come facevi un pò di tempo fa: magistralmente, con passione, con foga, te l’avrei lasciato fare.

avrei potuto scoparti come facevo un pò di tempo fa: in modo eccelso, con passione, piano e a lungo, con sentimeno, me l’avresti lasciato fare.

la differenza sta lì…nel sentimento.

non ero nient’altro che un giocattolino prezioso e disinibito, un giocattolino senza pudore, un giocattolino le cui labbra non risparmiavano nessun millimetro del tuo corpo, forte nonostante la non più tenera età.

avresti potuto farmi venire con la tua lingua, che passavi meticoloso su di me, dentro me.

e poi avresti potuto prendermi lì, appoggiati alla porta, stringendomi forte ai fianchi come solo tu hai fatto finora, facendomi ansimare sin dal primo bacio, permettendomi di mordere le tue spalle in preda ad un piacere selvaggio, incitando ogni mio movimento con il tuo corpo aderente al mio, tenendomi le gambe per arrivare in profondità, e io avrei lasciato che mi pregassi di farti venire in quel modo, senza darti scampo.

invece son restata immobile.

e benchè da ogni piccolo e dimenticato poro della mia pelle grondasse un disperato bisogno e una disperata voglia di te, ho resistito.

perché sarebbe stato come sempre unico, ma tu avresti continuato ad essere di un’altra.

e temo di non essere in grado di affrontare nuovamente il male che mi hai fatto.

ma sappi che avrei fatto di te brandelli, e che avrei lasciato che tu facessi lo stesso con me.

Mag 29, 2013 - Senza categoria    No Comments

Spiegazione

ieri sera ho realizzato finalmente una cosa, circa le aspettative: vediamo se riesco a spiegare il concetto.

le aspettative dovrebbero essere il motore dei rapporti. mi rapporto a te se nutro un qualsiasi tipo di interesse (amicizia, amore, qualsiasi cosa) e questo interesse mi fa nascere dei desideri. questi desideri si portano appresso delle aspettative, è normale. perché è del tutto inverosimile che un interesse non comporti anche aspettative.

Faccio un esempio.

Mi piaci, quindi ti avvicino perché mi interessi. Non lo faccio per poi andare a far la spesa, e lasciarti relegato in un angolo della mia giornata. Spero che l’incontro porti qualcosa: amicizia, amore, passione qualsiasi cosa = aspettative, è ovvio.

Ho capito che smetto di nutrire aspettative, quando la persona in questione per me non significa più nulla. Quando ormai tutto è morto e non c’è nessun margine di interesse o nessun futuro, comunque.

Ecco come sono, e come la penso.

Temo che anche in questo caso, lo sbagliato sia tu.

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