Giu 23, 2010 - Senza categoria    15 Comments

Siamo alla frutta!

Sembrerebbe che la maggior parte degli italiani sia fortemente pressata dalle intercettazioni e dall’eventuale possibilità di venire intercettato. Sembra che gli italiani pensino costantemente al telefono sotto controllo, alle cimici sotto la scrivania, a chi li perseguita…poveri, poveri questi italiani…le intercettazioni non li fanno dormire.

Eh no, però così no. Faccio un lavoro nel quale con ogni probabilità sono costantemente intercettata, ma chi se ne frega, se non fai niente di male, che problema hai? Voglio dire, se tu italiano medio hai l’amante e le dici che la vorresti scopare fino a farla svenire, e glielo dici al telefono, di certo italiano medio non finirai né su Panorama né su Repubblica né tantomeno sul giornalino del tuo paese. Forse chi ti ascolterà penserà tu sia una persona ardente, o forse penserà che tu sia solo un poveraccio. Ma chi se ne frega no? Non ti intercettano per fare di te poi largo uso. Ma tu italiano medio pensi solo a quello, vero? Che le intercettazioni siano il primo grande problema di questa Italia malata. E in egual misura tu, italiana media, se dici al tuo amante che vorresti ti possedesse in ogni luogo ed in ogni lago, pensi che verrai spedita armi e bagagli ad A gentile richiesta? Suvvia, ma chi se ne frega di te. Non ti si fileranno di striscio.

Eppure qualcuno sostiene a gran voce e con una faccia che dire tosta è dire poco, che le intercettazioni siano la grande preoccupazione di noi popolino.

SVEGLIA!!! Le grandi preoccupazioni, quelle della vita reale senza troie e droga intorno, sono altre. Sono arrivare alla fine del mese percependo uno stipendio come il mio di € 1.062,00 lavorando più di otto ore ogni santo giorno escludendo solo la domenica -quando va bene, aggiungendo pure un secondo lavoro se necessario -ammettendo di riuscire a trovarlo. Sono riuscire a dare un’adeguata istruzione ai figli. Sono riuscire a permettersi di farlo, un figlio. Sono non riuscire ad acquistare casa perché nessun istituto di credito ormai eroga mutui a giovani seppur impiegati a tempo indeterminato, e venire di conseguenza condannati a vivere a 26 anni ancora con i genitori. Sono non sapere se dopo anni e anni di lavoro, si percepirà o no il proprio vitalizio versato con puntualità tutta la vita lavorativa. Sono per i giovani l’impossibilità di avere un lavoro sicuro e affacciarsi al mondo non dico con leggerezza ma con meno preoccupazioni. Sono altre, signori miei, le vere preoccupazioni di noi italiani. E qui le dimentico certamente quasi tutte.

E allora sapete che vi dico? Cazzo me ne frega a me se voi vi trombate pure i muri, cosa me ne frega se tirate montagne di coca e fate i festini e dovete tutelarvi impedendo le intercettazioni? Cosa cazzo me ne frega se poi fondamentalmente alzo gli occhi e nel mio futuro vedo il NULLA perché nessuno di quelli che si dovrebbe preoccupare di noi -cittadini- se ne cura? Cosa me ne frega se evadete per milioni e milioni di euro? Io ho la coscienza pulita, intercettatemi pure, magari sentirete dei racconti peccaminosi, parole calde, liti, pianti, risate, ma chi se ne frega. Li racconto pure a voi tutti. Ma per favore! Vediamo di iniziare a pensare ai reali problemi dei cittadini, e smettiamola di inventarci porcate percependo uno stipendio che la metà delle persone si sogna di vedere tutto insieme nell’arco di una vita intera. Che amarezza, che schifo.

Giu 23, 2010 - Senza categoria    No Comments

Attimi di condivisione…

Ho trovato, nelle tracce della maturità di quest’anno, questo brano…da condividere con voi…

«La nostra vita è un’opera d’arte – che lo sappiamo o no, che ci piaccia o no. Per viverla come esige l’arte della vita dobbiamo – come ogni artista, quale che sia la sua arte – porci delle sfide difficili (almeno nel momento in cui ce le poniamo) da contrastare a distanza ravvicinata; dobbiamo scegliere obiettivi che siano (almeno nel momento in cui li scegliamo) ben oltre la nostra portata, e standard di eccellenza irritanti per il loro modo ostinato di stare (almeno per quanto si è visto fino allora) ben al di là di ciò che abbiamo saputo fare o che avremmo la capacità di fare. Dobbiamo tentare l’impossibile. E possiamo solo sperare – senza poterci basare su previsioni affidabili e tanto meno certe – di riuscire prima o poi, con uno sforzo lungo e lancinante, a eguagliare quegli standard e a raggiungere quegli obiettivi, dimostrandoci così all’altezza della sfida. L’incertezza è l’habitat naturale della vita umana, sebbene la speranza di sfuggire ad essa sia il motore delle attività umane. Sfuggire all’incertezza è un ingrediente fondamentale, o almeno il tacito presupposto, di qualsiasi immagine composita della felicità. È per questo che una felicità «autentica, adeguata e totale» sembra rimanere costantemente a una certa distanza da noi: come un orizzonte che, come tutti gli orizzonti, si allontana ogni volta che cerchiamo di avvicinarci a esso.»

Zygmunt BAUMAN, L’arte della vita, trad. it., Bari 2009 (ed. originale 2008)

Giu 7, 2010 - Senza categoria    9 Comments

Traguardo?

Consapévole:

 ag. Che è a conoscenza di una certa cosa, o fatto. / far -, Informare, Avvertire. / Conscio, Cosciente. / esser – dei propri atti, In grado di valutarne la portata e le conseguenze. // -ezza, f. L’essere consapevole. Coscienza. // -mente, av. Consapevolezza.

consapevolezza.jpg
Apr 22, 2010 - Senza categoria    46 Comments

“E dimmi che non vuoi morire”

Sempre per restare in allegria eh…che supercanzone!!

E DIMMI CHE NON VUOI MORIRE – Patty Pravo – Testo Vasco Rossi

Guarda…io sono da sola ormai.
Credi…non c’e’ più nessuna che
quando chiedi troppo e lo sai,
quando vuoi quello che non sei te
ricordati di me…forse non ci credi.

Sguardi…guarda sono qui per me
Non ti ricordi…eri come loro te.
Sono tutti quanti degli eroi
quando vogliono qualcosa…beh
lo chiedono lo sai… a chi può sentirli…

La cambio io la vita che
non ce la fa a cambiare me
bevi qualcosa, cosa volevi
vuoi far l’amore con me
la cambio io la vita che
che mi ha deluso più di te
portami al mare, fammi sognare
e dimmi che non vuoi morire…

Dimmi…sono solo guai per te.
Dimmi, ti sei ricordato che
hai una donna che se non ci sei
come fa a resistere senza te.
Piangi insieme a me dimmi cosa cerchi.

La cambio io la vita che
non ce la fa a cambiare me
bevi qualcosa, se non ti siedi
vuoi far l’amore con me
la cambio io la vita che
che mi ha deluso più di te
portami al mare, fammi sognare
e dimmi che non vuoi morire…

la la la…………..

e dimmi che non vuoi morire…

Apr 13, 2010 - Senza categoria    15 Comments

“…FILO FILO DEL MIO CUORE

CHE DAGLI OCCHI

PORTI AL MARE

C’E’ UNA LACRIMA NASCOSTA

CHE NESSUNO MI SA DISEGNARE…”

(Franziska – Fabrizio de André)

Apr 3, 2010 - Senza categoria    13 Comments

EVITA LA MORTE A PICCOLE DOSI – NERUDA

Accompagnava un piccolo dono pasquale, questo scritto…ho pensato di metterlo quì, perchè tutti potessero leggerlo…perchè tutti potessero riconoscervisi, perchè tutti potessero lasciar sgorgare le lacrime, esattamente come è successo a me. Per i credenti, buona Pasqua, per tutti gli altri…buone giornate di riposo. E a tutti, buona lettura.

“Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che l’essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.”

Mar 26, 2010 - Senza categoria    25 Comments

Consigli per la lettura.

Era, è in verità, un periodo di magra anche per quanto riguarda la lettura.

Ieri sera ho guardato la mia libreria stracolma di libri, alcuni non letti, altri letti adorati e osannati, altri ancora letti per inerzia, una volta acquistati si sono rivelati delle vere e proprie fregature. Altri fondamentali. Insomma ieri intorno alle 22 ho deciso di leggere un romanzo acquistato un bel pò di tempo fa, prima che i giornali -soprattutto i settimanali femminili- iniziassero a proporlo come lettura interessante. Il libro si intitola “Le ho mai raccontato del vento del Nord” autore Daniel Glattauer. Ricordo che lo acquistai…per il titolo evocativo…direi struggente ai miei occhi. Mi dava una non so quale emozione ed era per me assolutamente necessario comprarlo. Vuoi anche per la storia, non so, ma ho fatto proprio…visto-preso…ad ogni modo, ieri l’ho iniziato. E l’ho finito. Iniziato alle 22, finito all’una…e poi impossibile dormire.

Io riconosco che non è niente di che, che non sarà mai e dico MAI un romanzo che farà scuola o che sarà una pietra miliare della letteratura, ma…leggetelo…davvero…una stretta al cuore.

Mar 24, 2010 - Senza categoria    8 Comments

…Te lo leggo negli occhi…

 

Finirà me l’hai detto tu
ma non sei sincera,
te lo leggo negli occhi
hai bisogno di me.
Forse vuoi dirmi ancora no
ma tu hai paura,
te lo leggo negli occhi stai soffrendo per me.
E nei tuoi occhi che piangono
mille ricordi non muoiono
perdonami se puoi
e resta insieme a me.
Tra di noi forse nascerà
un amore vero,
te lo leggo negli occhi
tu lo leggi nei miei.
Ma non sei sincera
te lo leggo negli occhi
stai soffrendo per me.
E nei tuoi occhi che piangono
mille ricordi non muoiono
perdonami se puoi
e resta insieme a me.
Tra di noi forse nascerà
un amore vero,
te lo leggo negli occhi
tu lo leggi nei miei

(Dino – meravigliosa la cover di Franco Battiato)

MAI PAROLE SAREBBERO STATE PIU’ APPROPRIATE…

Mar 16, 2010 - Senza categoria    20 Comments

io, stasera

ho sempre avuto un rapporto strano con gli uomini. La genesi è senza dubbio il rapporto con mio padre, se così si può definire, visto che non abbiamo mai avuto un rapporto. erano e sono scontri, non rapporti. forse peruna buona parte dovuti al mio carattere schifoso, e buona parte dovuti al suo che è tutto tranne che piacevole. mai una carezza né un complimento nè tantomeno un gesto d’incoraggiamento per quella figlia che invece lo cercava come fosse l’unica cosa fondamentale dell’esistenza. e quando dico mai, è mai. mai. sempre mia mamma che si prostrava per le sue adorate figlie, criticandole ma seguendole da vicino in ogni momento, per colmare la lacuna maschile.

insomma dicevo rapporto strano. sin dai primi amori se così li vogliam chiamare era chiaro che il mio era un rapporto di sudditanza con il maschio mi trasformavo e lo faccio tutt’ora in quello che loro volevano cercando di celare bene quello che potesse non andare di me. non andare per loro, sia chiaro. io sono coscientissima dei miei difetti e siccome li conosco a menadito li nascondo. ma questo non è amore è devozione è sudditanza e allora al lavoro o con le amiche esce la vera me quella iraconda che sbotta l’altruista la spalla su cui piangere ma nei rapporti di coppia cerco di essere quello che gli altri vogliono da me.

e perdo di vista quello che io vorrei da loro. da che ho memoria, ho sempre più dato che ricevuto, ogni nuova volta è una nuova speranza che sia quella giusta e allora giù a capofitto annullandomi ancora fino ad arrivare al giorno in cui mi rendo conto che…io che fine ho fatto? cosa mi torna dell’amore e della devozione che io do? non mi torna nulla e d’accordo che non bisogna neppure chiedere nulla ma perdio se io mi sfianco perchè diavolo non torna nulla? perchè scelgo rapporti complicati e persone impossibili anzichè scegliere quello che fa per me? perchè mi preoccupo e mi sfondo la testa per persone che mi indorano la pillola ma nel concreto cosa accidenti mi arriva? qualche emozione sì a volte forte ma mai mai mai nessuno ha vissuto con tanto coinvolgimento come il mio. perchè anche se non lo si da a vedere, lo si percepisce echecazzo se ami una persona puoi essere introverso quanto vuoi che SI VEDE si vede quando i tuoi bisogni vengono dopo i miei e i miei dopo i tuoi e ci si incontra a metà strada sperando di trovare la giusta via per amarsi nello stesso modo.

sono sempre stata quella che ama di più. nella coppia c’è sempre qualcuno che ama di più quel qualcuno ero io.

non sto presentando il conto sto solo rendendomi conto che ho un approccio sbagliato ma che ora è difficile correggere perchè io sono sempre stata così e ora non posso pretendere che tu diventi come sono io se non lo sei mai stato. così come non posso pretendere che tu mi metta al primo posto perchè ehi a te sembra che io ci creda forse io te lo faccio credere ma il mio cervello se pur annebbiato a sprazzi funziona e io lo so lo so perdio se lo so stasera più che mai che io resterò lì nel posto in cui tu mi hai messo, senza possibilità alcuna di emancipazione.

Cazzo come è stato difficile scrivere questo post.

Mar 14, 2010 - Senza categoria    6 Comments

Mah

mah sono assolutamente arida di parole…o forse sto mentendo.

Non sono arida di parole così come non lo sono di emozioni ho un vulcano sopito dentro che vorrebbe uscire scalpita per poterlo fare ma che io bado bene a tenere addormentato diciamo…ci sono cose che temo possano trovare la luce del sole perchè prenderebbero uno spazio reale nella dimensione VITA e mi fa paura la cosa. Perchè fintanto che restan dentro di me, le posso diciamo gestire, una volta fuori da me…sono alla mercé del mondo…

Sono sempre al centro del caos…ed è per questo che latito…

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